Eclipse: guida all’installazione e alla configurazione Guida completa per installare e configurare al meglio Eclipse per creare un ambiente di lavoro ideale per sviluppare applicazioni.

Pubblicato da lentux-informatica il

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Hai sentito parlare di Java o ti piace il mondo della programmazione in generale e non sai da dove cominciare? Con l’installazione Eclipse Photon puoi risolvere i tuoi problemi.

Questa guida ti permetterà di settare la miglior configurazione Eclipse e creare l’ambiente di lavoro adatto per iniziare a sviluppare i tuoi primi programmi o le applicazioni più complesse.

Introduzione

Prima di iniziare bisogna fare delle piccole precisazioni.

Qualsiasi programmatore o semplice appassionato, prima di iniziare a scrivere codice ha bisogno dell’ambiente di lavoro adatto alle proprie esigenze.

Rispetto a qualche anno fa, negli ultimi anni le cose sono molto cambiate.

Prima si scriveva il codice in un semplice foglio di testo (ad esempio Notepad) e si eseguiva manualmente attraverso un compilatore.

Oggi è indispensabile avere il proprio ambiente di lavoro che semplifica e di molto le cose rispetto al passato.

Proprio per questo motivo entrano in gioco gli IDE (Integrated Development Environment).

Gli IDE sono ambienti di sviluppo integrati che aiutano il programmatore nello sviluppo del codice sorgente di un programma.

Uno dei più importanti e famosi IDE in circolazione, tra i più utilizzati al mondo si chiama Eclipse, un software completamente open source nato nel 2004 e giunto oggi alla sua quindicesima edizione.

In questo articolo andremo ad utilizzare proprio l’ultimissima versione, distribuita il 27 giugno 2018, e denominata Eclipse Photon.

Andiamo quindi a vedere come effettaure un’installazione Eclipse e come configurarlo al meglio.


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Come iniziare

La prima cosa da fare ovviamente è quella di avere una connessione a internet e scaricare il software “eclipse-inst-win64.exe” direttamente dal sito ufficiale.

Come detto precedentemente, verrà utilizzata l’ultima versione denominata Eclipse Photon.

E’ distribuito per sistemi a 32 bit e a 64 bit sia per sistemi operativi Windows sia per sistemi operativi Linux.

Una volta scaricato il file eseguibile non bisogna fare altro che cliccarci su e far partire il processo di installazione vero e proprio.

Installazione

La prima finestra che si presenterà sarà quella visualizzata nella figura successiva, in cui bisognerà selezionare la tipologia in base alle nostre esigenze (applicazioni Java, Java EE, PHP, C/C++ ecc.).

Supponendo di voler sviluppare un’applicazione in Java, io consiglio di selezionare la seconda opzione, Java EE (Java Enterprise Edition), che permette di sviluppare applicazioni Java utilizzate nella programmazione per il Web.

Cliccando su “Eclipse IDE fo Java EE Developers” si dovrà successivamente selezionare la cartella di installazione e premere il tasto “Install” per far partire il processo di installazione.

Durante il processo di installazione bisognerà soltanto limitarsi ad accettare le condizioni di utilizzo e andare avanti.

Nel giro di pochi minuti (in base alla velocità del proprio computer) l’installazione sarà completata e si presenterà davanti la prima finestra in cui ci verrà chiesto quale Workspace utilizzare.

Per chi non lo sapesse, un Workspace è la directory all’interno della quale verranno salvati i files utilizzati nel momento in cui viene creato un nuovo ambiente di lavoro.

Basta semplicemente inserire una directory a scelta, cliccare sul tasto “Launch” e attendere l’apertura di Eclipse.

Non appena viene visualizzata la prima pagina di Eclipse, per il momento non bisogna fare altro che cliccare sul tasto “X” evidenziato in rosso per accedere all’IDE vero e proprio.

 

Le sezioni di Eclipse

Una volta completata la fase di installazione, passiamo adesso a vedere quali sono i componenti principali e più importanti da tenere in considerazione.

Al primo avvio, come si può notare facilmente, tutto è diviso in varie sezioni che a prima vista potrebbero sembrare incomprensibili a chi non ha mai avuto a che fare con un IDE, ma che sono di facile interpretazione.

Sono evidenziate in rosso quelle più importanti e che andremo a breve a configurare.

Le sezioni fondamentali

La sezione numero 1 contiene tutta l’alberatura e tutti i files della nuova applicazione che si andrà a creare.

Quindi, una volta creato un nuovo progetto di qualsivoglia tipologia, all’interno di tale sezione verranno inserite tutte le directory e tutti i files che ne faranno parte (XML,HTML,JSP,JAVA ecc.).

La sezione numero 2 rappresenta invece la parte relativa al codice vero e proprio.

Una volta selezionato un file dalla sezione 1, esso verrà aperto e visualizzato all’interno della sezione 2.

La sezione 3 è una tra le più importanti e contiene le varie Viste che è possibile inserire a proprio piacimento per poter tenere sotto controllo tutti gli aspetti dell’applicazione (Console degli eventi, Server utilizzati, Problemi, History dei files, ecc.).

Successivamente vedremo quali sono quelli più utilizzati e quelli indispensabili per ogni programmatore che si rispetti.

La sezione 4 è quella che considero facoltativa, che potrebbe risultare però molto utile in presenza di files aperti di grandi dimensioni.

Essa permette infatti di tenere sotto controllo, tramite la “Vista Outline” tutti i vari metodi contenuti all’interno di una classe Java con molte righe e rendere la ricerca molto più semplice.

Infine la sezione numero 5 contiene le varie Prospettive disponibili ed è molto utile soprattutto quando ci si trova di fronte a grandi progetti.

Permette di passare dalla visualizzaione JAVA a quella di Debug, di sincronizzarsi o di scaricare progetti esistenti da un repository esterno (CVS,SVN o altri).

Configurare le sezioni

Per prima cosa andiamo a configurare nel miglior modo la sezione 1.

Di default, “Project Explorer” è la vista utilizzata, ma la miglior visualizzazione è quella cosiddetta a pacchetto, che permette di visualizzare tutta l’alberatura suddivisa per Package e non per directory.

Per fare ciò, dalla barra superiore di navigazione basta semplicemente seguire il percorso Windows -> Show View -> Other, scrivere nel campo di ricerca “package” e selezionare “Package Explorer”.

La nuova vista inserita verrà inserita nella sezione 3, ma basterà semplicemente trascinarla col mouse all’interno della sezione 1.

 

Con lo stesso procedimento è possibile selezionare le viste da inserire all’interno della sezione 2.

Sempre seguendo il percorso Windows -> Show View -> Other è possibile selezionare le viste più utilizzate: Console, Problems, Server e History.

Ovviamente questa è una scelta personale e si può inserire qualsiasi vista.

Queste da me inserite sono quelle più utilizzate in ambito Java.

Creazione prima applicazione

Una volta visualizzate le varie sezioni, andiamo a vedere come riempirle, creando un semplice progetto di prova.

Nell’esempio in questione viene creato un nuovo progetto Maven, che solitamente è quello utilizzato per applicazioni moderne.

Per saperne di più sul’installazione e configurazione di Maven date un’occhiata agli altri articoli presenti nel sito.


Seguendo i passi delle figure precedenti e tralasciando i vari significati (non è scopo dell’articolo entrare nei particolari di un progetto Maven) ci si troverà davanti al primo progetto vero e proprio.

Come si può notare facilmente, nella sezione 1 è stata creata l’alberatura del progetto, nella sezione 2 è stato aperto il file App.java e nella sezione 4 viene visualizzato l’unico metodo presente all’interno della classe Java.

Questa già di per sè è una vera e propria applicazione funzionante.

Basta infatti fare semplicemente click col tasto destro all’interno del file aperto in sezione 2 e selezionare Rus As -> Java Application.

Poichè questa è una semplice applicazione Java che non necessita di alcun server per essere utilizzata.

Il risultato verrà mostrato direttamente all’interno della vista “Console” inserita precedentemente in sezione 3.

Aggiunta server

Nel caso però di vere e proprie Web Application, l’utilizzo di un Web Server è indispensabile per il corretto funzionamento.

Per installare un nuovo server, basta semplicemente cliccare sul Tab Server inserito precedentemente in sezione 3.

Supponendo in questo esempio di voler installare Apache Tomcat, quello più comune e utilizzato, basterà selezionarlo dal menù a tendina e andare avanti.

Selezionare la directory presente su disco fisso in cui è presente Tomcat e selezionare la versione Java installata sul pc.

Una volta fatto questo, nella sezione 3, all’interno del relativo Tab sarà presente il nuovo server installato.

Conclusioni

Abbiamo visto quindi in che modo è possibile creare un ambiente di lavoro utile per iniziare a programmare.

In seguito vedremo altre configurazioni più complesse che permetteranno di sviluppare vere e proprie applicazioni di dimensioni maggiori.




Vedremo come impostare i vari parametri del server per ottimizzarlo al meglio e come settare valori differenti a quelli di default di Eclipse.

Come impostare i parametri corretti in base alla macchina utilizzata per farla rendere al meglio e non occupare tutte le risorse.

Per il momento questo è tutto quello che serve per iniziare ad entrare a far parte del mondo della programmazione informatica.


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