Nuovi smartphone: dal 2021 tutti useranno Galileo A partire dal 2021 tutti gli smartphone in vendita in Europa dovranno supportare il nuovo sistema di posizionamento globale GALILEO oltre all'attuale GPS. Vediamo nel dettaglio quali sono quelli già conformi al nuovo regolamento.

Pubblicato da lentux-informatica il

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L’Unione Europea ha stabilito che a partire dal 2021, tutti gli smartphone che saranno messi in vendita dovranno supportare il nuovo sistema di posizionamento globale GALILEO.

Questo progetto, nato ormai quindici anni fa, è diventato operativo nel 2016 e molti smartphone che adoperiamo giornalmente lo stanno già utilizzando.

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Le principale aziende produttrici (Apple, Huawei e Samsung su tutte) infatti, hanno iniziato già da qualche anno a produrre smartphone compatibili con il nuovo sistema.

Soltanto alla fine del 2018, però, la Commissione Europea ha imposto che dal 2021 tutti i dispositivi dovranno per legge essere compatibili con il sistema GALILEO.

Una volta completato del tutto, Galileo avrà un livello di precisione tale da individuare e tracciare la posizione di un oggetto con un margine di errore inferiore a 1 metro.

Cos’è GALILEO?

Il programma Galileo (GNSS – Global Navigation Satellite System) iniziò ufficialmente il 26 maggio 2003 grazie a un accordo firmato tra l’Unione Europea (UE) e l’Agenzia Spaziale Europea (ESA).

Il nome è stato scelto appositamente per rendere omaggio a uno dei più grandi astronomi, matematici e fisici italiani di tutti i tempi, Galileo Galilei.

Galileo applicò la matematica allo studio delle scienze fisiche.

Questo nuovo approccio, unito alle successive scoperte attraverso il telescopio, ha rivoluzionato per sempre l’astronomia e il mondo che la circonda.

Perchè un nuovo sistema?

Lo scopo principale della nascita del sistema Galileo è stato fondamentalmente uno: staccarsi in maniera del tutto definitiva dal più famoso e già affermato GPS, il sistema di posizionamento satellitare Americano.

Questo sistema, sviluppato dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti d’America, nacque per scopi puramente militari.

Soltanto successivamente si è esteso anche per utilizzi in campo civile.

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Ma, proprio questa origine militare del sistema GPS, ha influito moltissimo sulla sua applicazione nell’uso quotidiano dei comuni cittadini.

Il sistema GPS è stato concepito infatti in modo tale che le applicazioni civili godessero di minori potenzialità in fatto di precisione e affidabilità.

Inoltre, il DoD si è sempre riservato il diritto di ridurre la copertura del segnale, o addirittura la sua sospensione, in qualsiasi momento e per qualsiasi motivo.

Spinti proprio da tutto ciò, i maggiori paesi europei iniziarono la fase di studio per la creazione del nuovo sistema di posizionamento Galileo.

A differenza del GPS, il sistema di posizionamento Galileo sarà rivolto principalmente al settore civile e commerciale mondiale.

Sarà sempre disponibile sia per scopi civili che per scopi militari e, soprattutto, con un livello di precisione mai visto prima.

La precisione del Sistema Galileo

Oltre al già citato distacco completo dal sistema GPS, l’altra caratteristica fondamentale del nuovo sistema di posizionamento satellitare sarà la sua enorme precisione.

Non appena sarà completato, Galileo sarà composto da 30 satelliti, di cui 27 operativi e 3 di riserva, distribuiti su tre orbite, ognuna delle quali inclinata di 56° rispetto al piano dell’equatore.

Questa architettura permetterà di poter coprire ogni singolo punto sulla superficie terrestre.

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Non ci saranno più punti nascosti, come all’interno di grandi città ricche di grattacieli oppure in fitte foreste con alberi altissimi.

Ogni singolo punto sulla terra potrà essere raggiunto con facilità e precisione mai vista prima dal segnale dei satelliti Galileo.

A differenza del GPS infatti, il margine d’errore si ridurrà notevolmente, passando dagli attuali 8/10 metri (GPS) fino ad arrivare a qualche centimetro (GALILEO).

Questa precisione sarà utilissima in molte situazioni di vita quotidiana, come potrebbe essere ad esempio una localizzazione durante le chiamate d’emergenza al numero unico 112.

E ciò che renderà cosi preciso questo nuovo sistema Galileo sarà la presenza all’interno di ogni singolo satellite dei nuovi orologi di bordo.

I satelliti del nuovo sistema Galileo infatti, rispetto ai satelliti Gps, oltre a due orologi atomici al rubidio avranno per la prima volta a bordo un ulteriore orologio atomico all’idrogeno.

Grazie a questo orologio, si avrà una precisione circa 10 volte superiore a quella degli orologi al rubidio o al cesio.

Dunque, gli orologi atomici aumenteranno di circa 1 milione di volte la precisione della misura del tempo.

I vantaggi di Galileo

I vantaggi dell’utilizzo del nuovo sistema Galileo sono molteplici.

Il punto fondamentale su cui si è lavorato in tutti questi anni riguarda proprio la maggior precisione e accuratezza che può vantare rispetto al sistema GPS.

Attualmente, la localizzazione di un dispositivo in caso di chiamate d’emergenza avviene tramite AML (Advanced Mobile Location).

Tutti voi avrete visto qualche volta sul vostro smartphone la presenza (solitamente in rubrica o direttamente nel blocco schermo) della Chiamata d’Emergenza che, fortunatamente, non avrete mai utilizzato.

Quando una persona in difficoltà chiama i servizi di emergenza con un smartphone, il telefono attiva automaticamente il proprio servizio di localizzazione per stabilire la sua posizione e invia queste informazioni ai servizi di emergenza tramite un SMS.

I servizi utilizzano le antenne mobili, il GPS e il Wi-Fi per calcolare la posizione esatta del telefono.

Ma, come si può facilmente intuire, la precisione della localizzazione dipende molto dalla distanza a cui ci si trova dalla prima cella disponibile.

Questa distanza può variare da alcuni metri, nel caso migliore, fino ad arrivare ad alcuni chilometri.

Immaginate quindi la difficoltà di eventuali soccorritori, soprattutto nelle montagne e nelle grandi città, a trovare l’esatto punto nel minor tempo possibile.

Con l’utilizzo del nuovo sistema invece, oltre ai servizi di localizzazione già citati, tutti i dispositivi avranno un’ulteriore livello di calcolo che sfrutterà il GNSS per una precisione quasi perfetta.

Questo è molto significativo poiché nel 2017 sono state inoltrate oltre 300 milioni di chiamate ai servizi di emergenza.

E di queste, la stragrande maggioranza, circa il 70%, sono state effettuate da telefoni cellulari.

Anche i costi per l’inclusione di Galileo all’interno degli smartphone sarebbe trascurabile perché non richiede un componente hardware specifico.

I dispositivi già pronti

Ovviamente, per poter usufruire di questo nuovo sistema di posizionamento satellitare Galileo, anche i dispositivi tecnologici devono essere in grado di ricevere questo nuovo segnale.

Come già accennato precedentemente, già da qualche anno i produttori di smartphone hanno iniziato a mettere in commercio dispositivi compatibili con il nuovo sistema di posizionamento Galileo.

Secondo una stima, nel 2018, circa l’85% degli smartphone messi in commercio già supportava il sistema Galileo.

Si prevede anche che entro la fine del 2020, cioè prima dell’entrata in vigore del nuovo regolamento, il 100% degli smartphone saranno compatibili con il GNSS.

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È stato proprio il presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, a firmare il 12 Dicembre del 2018 un Regolamento Ufficiale che impone a tutti i produttori di smartphone di adeguarsi al nuovo sistema di posizionamento.

Questo permetterà una maggior precisione nella localizzazione con un minore consumo di energia anche in luoghi dove prima non era possibile ricevere alcun segnale.

Infatti, la semplificazione delle operazioni di calcolo avrà un impatto notevole non solo sui tempi di elaborazione, ma anche sui consumi energetici e, di conseguenza, sull’autonomia dei dispositivi.

Broadcom, società leader nel settore dei microcomponenti, dichiara un risparmio energetico superiore al 50% rispetto alla precedente generazione di chip.

Ad oggi si contano oltre 650.000.000 di smartphone già compatibili con il sistema Galileo, e il numero è costantemente in crescita.

All’interno di UseGalileo.eu è possibile controllare in tempo reale il numero effettivo di smartphone che utilizzano Galileo.

Sempre all’interno di una pagina dedicata dello stesso sito, consultabile qui, vengono mostrati nel dettaglio tutti gli smartphone, tablet, dispositivi indossabili/sportivi e tutti i chip compatibili col nuovo sistema.

Dispositivi Android compatibili con Galileo

Il sistema operativo Android è quello più utilizzato nella maggior parte degli smartphone e tablet in commercio oggi.

Già da un po’ di tempo, molti modelli che montano il chip Qualcom Snapdragon in una delle seguenti versioni, sono completamente compatibili con Galileo: 427, 435, 617, 625, 626, 650, 652, 653, 820, 821 e 835.

Tutte le versioni precedenti dei chip, come ad esempio Snapdragon 400, 410, 800, 801, 805, 808 e 810 non saranno supportati.

Inoltre, oltre a una di queste tipologie di chip, è necessario anche che lo smartphone sia compatibile con la versione di Android 7 Nougat.

A partire da questo aggiornamento, saranno installati dei nuovi componenti software in grado di accedere al segnale dei nuovi satelliti.

Oltre alla vasta gamma di smartphone dotati di sistema operativo Android, anche alcuni modelli di dispositivi indossabili dotati di un chip Snapdragon Wear 1100.

Di seguito la lista completa, suddivisa per marche, di tutti i dispositivi Android già attualmente compatibili con il nuovo sistema Galileo:

Samsung

  • Galaxy S8+
  • Galaxy A9
  • Galaxy Tab S4 10.5
  • Galaxy S8
  • Galaxy Note 8
  • Galaxy A6s
  • Galaxy Note 7
  • Galaxy Note FE
  • Galaxy Tab S3
  • Galaxy S9+
  • Galaxy S10+
  • Galaxy A8 star
  • Galaxy Note 9
  • Galaxy S9

Huawei

  • Mate 20
  • P10 plus
  • Mate 20 RS Porsche design
  • Mate 9
  • P20 Pro
  • P30 Pro
  • Mate 20 Pro
  • Mate 9 Pro
  • Honor Magic 2
  • Mate 10 Porsche design
  • Mate 20 X
  • P10
  • Mate RS Porsche Design
  • Mate 9 Porsche design

Xiaomi

  • Mi 8 Explorer Edition
  • Mi 8 Pro
  • Mi Mix 3
  • Mi 8
  • Mi Mix 2S
  • Mi 8 SE

Asus

  • Zenfone 4 Pro ZS551KL
  • Zenfone 4 Max Pro ZC554KL
  • Zenfone 4 Selfie ZD553KL
  • Zenfone 5 ZE620KL
  • Zenfone 4 Selfie Lite ZB553KL
  • Zenfone 4 Selfie Pro ZD552KL
  • Zenfone 4 ZE554KL
  • Zenfone 5Z ZS620KL

Sony

  • Xperia XZ Premium
  • Xperia XZ2 Premium
  • Xperia XZ2 Compact
  • Xperia XZ1 Compact
  • Xperia XZ1
  • Xperia XZ2
  • Xperia XZ3

OnePlus

  • OnePlus 5T
  • Oneplus 6T McLaren
  • OnePlus 6
  • Oneplus 5
  • Oneplus 6T

LG

  • V35 ThinQ
  • V30
  • Q Stylus
  • V30S ThinQ
  • V40 ThinQ

Per tutti gli altri modelli di smartphone che non trovate in questa lista, oppure per i tablet e gli altri dispositivi compatibili, potete consultare l’elenco completo sul sito.

Dispositivi Apple

Anche i dispositivi iOS, al pari di Android, già dalla versione dell’iPhone 8 del 2017, sono totalmente compatibili con Galileo.

Nella lista seguente, come potrete notare, troverete anche gli altri modelli di iPhone precedenti all’iPhone 8.

  • iPhone 8
  • iPhone XS
  • iPad Pro 11
  • iPhone 7
  • iPhone XR
  • iPad Pro 12.9
  • iPhone 7 Plus
  • iPhone XS Max
  • iPhone 6s Plus
  • iPhone 6s
  • iPhone 10/X
  • iPhone 8 Plus

Tutto questo è dovuto al fatto che con gli ultimi aggiornamenti del sistema operativo iOS, giunto alla versione 12.1.4, è stata inserita la compatibilità con Galileo, come mostrato anche sulla pagina ufficiale Apple.

Conclusioni

Grazie alle nuove tecnologie in materia, il sistema di posizionamento GALILEO, quando sarà completo offrirà prestazioni migliori, in fatto di precisione e affidabilità, rispetto al sistema GPS.

E non soltanto per quanto riguarda gli smartphone e le chiamate d’emergenza, dando la possibilità ai soccorritori di localizzare più velocemente uno specifico punto d’interesse.

Ma anche il settore dei trasporti, da quello aereo a quello su rotaia a quello su gomma, potrà sfruttare maggiormente le sue potenzialità.

Galileo, interagendo con i sistemi satellitari esistenti, sarà in grado di apportare notevoli vantaggi ai trasporti per aria, terra, mare.

Non solo, ma avrà un’importante ricaduta anche sulla sicurezza, stradale e nautica, che sarà molto più celere ed efficace.

Infatti, gli usi del sistema Galileo (ad esempio, l’assistenza alla guida) sono potenzialmente in grado di ridurre gli incidenti e di essere usati per snellire il traffico.

Sono in grado di rilevare le velocità dei veicoli, segnalando le zone intasate e fornendo percorsi alternativi.

Tutto ciò ridurrà i tempi di percorrenza, i consumi, l’inquinamento e gli incidenti.

Anche la logistica commerciale e la gestione delle flotte (taxi, tir, bus, navi…) potranno trarre dal monitoraggio dei mezzi importanti risparmi.

Per approfondire l’argomento potete consultare la mia tesi disponibile su Tesionline oppure su Libreria Universitaria.

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