Sora OpenAI, la rivoluzione per creare video realistici da un testo

Sora OpenAI è il nuovo tool che permette di creare video fino a un minuto in alta definizione partendo da una semplice richiesta testuale.

Il campo dell’Intelligenza Artificiale (AI) nell’ultimo anno ha fatto passi da gigante grazie soprattutto a ChatGPT che ha fatto da apripista verso questa nuova tecnologia. E uno degli strumenti più innovativi presentati da poco è sicuramente Sora di OpenAI, un modello di AI che permette di creare video partendo da semplici descrizioni testuali.

La principale particolarità di questo tool, che ha lasciato tutti a bocca aperta, riguarda il fatto che è in grado di realizzare filmati di altissima qualità e con una risoluzione eccezionale, creando scene molto complesse ed estremamente dettagliate, degne dei migliori registi di Hollywood.

Secondo OpenAI, che ha pubblicato su X una serie di video generati da Sora, tali video offrono “scene altamente dettagliate, movimenti complessi della telecamera e personaggi multipli con emozioni vibranti”.

Scopriamo quindi come funziona Sora, quello che è in grado di fare e tutti i possibili rischi che le ruotano attorno.

Cos’è Sora OpenAI?

sora OpenAI

Per comprendere meglio cos’è Sora, vorrei partire dalla definizione data da Wikipedia, che mi sembra molto esplicativa:

Sora è un modello text-to-video sviluppato dall’organizzazione di ricerca sull’intelligenza artificiale OpenAI con sede negli Stati Uniti. Può generare video basati su prompt descrittivi, estendere i video esistenti in avanti o indietro nel tempo e generare video da immagini fisse.

Ma perché Sora sta avendo tutta questa popolarità, considerando anche il fatto che esistono già decine e decine di altri servizi per generare video da un semplice testo? Anzi, se può interessarti, dai un’occhiata alla guida su Come creare video con AI e guadagnare online.

Perché soltanto Sora riesce a generare video con una qualità, una risoluzione e un realismo mai visti prima.

Per il momento Sora è soltanto un prodotto di ricerca. È disponibile per un gruppo ristretto di creator ed esperti di sicurezza che stanno verificando e testando le vulnerabilità. OpenAI ha in programma di renderla disponibile a tutti gli aspiranti utilizzatori in una data non ancora precisata (sicuramente entro fine anno), ma ha comunque deciso di presentare l’applicazione in anteprima.

Sora permette di partire da una descrizione testuale più o meno accurata (i cosiddetti prompt per AI), lasciando che il modello AI realizzi il video nella maniera più precisa e reale possibile. Per farlo utilizza delle complesse reti neurali che consentono di dare vita a filmati perfetti, dettagliando tutti i minimi particolari. Si può passare ad esempio dalle emozioni sui volti dei protagonisti fino ad arrivare a movimenti coerenti con la scena, dalla profondità degli oggetti ai colori e le varie sfumature e così via.

Come funziona Sora OpenAI?

Sora combina le caratteristiche degli strumenti di generazione di testo e immagini in quello che viene chiamato un modello di trasformatore di diffusione.

I trasformatori sono un tipo di rete neurale introdotta per la prima volta da Google nel 2017. Sono meglio conosciuti per il loro uso in modelli linguistici di grandi dimensioni come ChatGPT e Google Gemini. I modelli di diffusione, d’altra parte, sono la base di molti generatori di immagini AI. Funzionano iniziando con un rumore casuale e iterando verso un’immagine pulita che si adatta a un prompt di input.

In pratica, è possibile chiedere ai soggetti nelle scene di muoversi all’interno del contesto in maniera naturale, con la possibilità di interagire con l’ambiente circostante in modo molto convincente e vicino alla realtà. Questo è possibile grazie a una profonda comprensione del linguaggio da parte di questo modello di AI. Riesce infatti a interpretare ogni richiesta, riproducendola nel miglior modo possibile.

Inoltre, Sora OpenAI non ha nemmeno bisogno di indicazioni su come generare i video fotogramma per fotogramma. È in grado, partendo dalla descrizione complessiva, di mantenere una certa coerenza nel video girato, adattando i movimenti in automatico. Ovviamente, non è ancora perfetto e in certi casi potrebbe riscontrare difficoltà nella comprensione delle richieste, evidenziando problemi e situazioni anomale. Ma la velocità con cui si sta evolvendo e migliorando cresce a vista d’occhio.

Guarda da solo cosa è in grado di generare.

Rischi e preoccupazioni

Come già detto prima, e come riportato sul sito ufficiale di OpenAI, per il momento Sora è disponibile solo per un piccolo gruppo di ricercatori che stanno valutando attentamente tutti i rischi del caso.

Le principali preoccupazioni intorno a strumenti come Sora ruotano attorno al loro impatto sociale ed etico. In un mondo già afflitto dalla disinformazione, strumenti come Sora possono peggiorare le cose. È facile intuire come la capacità di generare video realistici di qualsiasi genere, potrebbe essere utilizzata per diffondere notizie false convincenti o mettere in dubbio filmati reali.

Giusto per fare qualche esempio, potrebbe mettere in pericolo le misure di salute pubblica, essere usato per influenzare le elezioni o persino gravare sul sistema giudiziario con potenziali prove false.

I generatori di video possono anche consentire minacce dirette verso individui mirati, tramite deepfake, in particolare quelli pornografici. Questi possono avere terribili ripercussioni sulla vita degli individui colpiti e delle loro famiglie. Eventualità non trascurabile e su cui bisogna intervenire tempestivamente e, possibilmente, prevenirla.

Per questo motivo OpenAI e altre aziende stanno lavorando a una filigrana e all’inserimento di metadati specifici con lo scopo di fungere da firma digitale. Consentirà agli utenti di identificare i contenuti creati tramite AI e, se usati scorrettamente, aiutarli a non cadere nella trappola dei malintenzionati digitali.

Al di là di queste preoccupazioni, ci sono anche questioni di copyright e proprietà intellettuale. Gli strumenti di intelligenza artificiale generativi richiedono ovviamente grandi quantità di dati per la formazione. OpenAI non ha rivelato da dove provengono i dati di addestramento di Sora.

Garante della Privacy avvia istruttoria su Sora

Proprio a causa dei possibili rischi e delle preoccupazioni che ruotano intorno a Sora, negli ultimi giorni il Garante della Privacy (GPDP) ha avviato una istruttoria nei confronti di OpenAI. Essendo infatti in grado di creare scene dinamiche e realistiche partendo da poche istruzioni testuali, implica il fatto che può avere delle ripercussioni sul trattamento dei dati personali. Il Garante ha inoltrato inviato una richiesta formale alla società per fornire informazioni dettagliate sull’algoritmo che gestisce la piattaforma.

La società dovrà precisare se il nuovo modello di intelligenza artificiale sarà, e se si quando, un servizio disponibile al pubblico. E anche se verrà offerto ad utenti che si trovano nell’Unione Europea e in particolare in Italia.

OpenAI inoltre dovrà chiarire una serie di elementi come:

  • Le modalità di addestramento dell’’algoritmo di Sora.
  • I dati raccolti ed elaborati specialmente se riguardano dati personali.
  • Le categorie utilizzate dei dati: religione, filosofia, opinioni politiche, dati genetici, salute, vita sessuale, ecc. evidenziando anche le fonti utilizzate.

In sintesi, per il Garante della Privacy l’innovazione rappresentata dall’Intelligenza Artificiale deve andare avanti e introdursi pian piano nelle nostre vite. D’altro canto deve sempre andare di pari passo con la tutela della privacy. I dati personali vanno sempre tutelati e non possono essere utilizzati senza il consenso dell’interessato, soprattutto se si tratta di dati particolari che rivelino l’origine etnica, le opinioni politiche, le convinzioni religiose, la salute o l’orientamento sessuale della persona.

Proprio per questi motivi e per salvaguardare la trasparenza dei contenuti, tutti i video generati da Sora conterranno dei metadati ed etichette in grado di far capire agli utenti quando ciò che stanno guardando è vero o frutto dell’AI.

Come guadagnare online con Sora?

Vediamo adesso, quali potrebbero essere in un futuro prossimo le opportunità di guadagno online tramite Sora di OpenAI.

Come per tutti gli altri modelli di AI per la generazione di contenuti multimediali, le tre principali opportunità per guadagnare con Sora sono le seguenti:

  • Creazione di contenuti per i social media: la creazione di video per il tuo pubblico ti permette di guadagnare attraverso visualizzazioni e monetizzazione online. Consente di coprire una vasta gamma di argomenti come tecnologia, arte, musica e altro ancora.
  • Offerta di servizi alle imprese: è possibile offrire video personalizzati alle imprese richiedenti e generare entrate significative. Possibilità di specializzarsi in settori specifici e addebitare tariffe più elevate.
  • Vendita dei diritti per i video generati: consente di creare un flusso di entrate continuo, specializzandosi in nicchie specifiche e offrendo servizi aggiuntivi come la creazione di video su commissione.

Conclusioni

Siamo giusti alla fine di questo articolo. Abbiamo fatto una panoramica di Sora, questo innovativo strumento di OpenAI per generare video di altissima qualità e realismo partendo da dei semplici comandi testuali.

Per il momento, OpenAI ha l’enorme responsabilità di fare in modo che Sora sia utilizzato in maniera corretta e senza pericolo di violazioni dal punto di vista della disinformazione e non solo. OpenAI afferma che sta prendendo diverse importanti misure di sicurezza prima di rendere Sora disponibile al pubblico. Sta collaborando con esperti in disinformazione, contenuti odiosi e pregiudizi cercando di costruire strumenti per aiutare a rilevare contenuti fuorvianti.

Inoltre, come riportato da Mira Murati, Chief Technology Officer di OpenAI, Sora è molto più costoso da gestire rispetto ad altri modelli di intelligenza artificiale. Ma lo scopo è quello di renderlo disponibile a costi simili a Dall-E, l’AI che crea immagini da testo, o al famoso ChatGpt.

Quello che è certo è che, nel bene e nel male, Sora sta facendo molto discutere di sé a livello globale. E, come si sa, che se ne parli bene oppure male, l’importante è che se ne parli. Dopodiché, inizierà il conto alla rovescia verso l’utilizzo da parte di tutti gli utenti a livello globale.

Questo articolo ha un commento

  1. Elena

    No vabbè… questa mi mancava proprio…

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